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Resistenza italiana
Gappista

 

di Renato Romagnoli                                                                  copertina libro

pp. 240  - € 16,50                                                   

 

 

Un racconto di esperienza partigiana. La 7a Brigata Garibaldi GAP "Gianni" è un momento importante del movimento partigiano organizzato in Bologna antifascista.

 
La storia di Bruno
Resistenza italiana

 

di Paola Sanguinetti                                                                   copertina libro

1996, pp. 444 - € 25,00                                                   

 

 

Bruno Sanguinetti crebbe a Trieste, amico di Umberto Saba. Studiò in Belgio e a Parigi. Al suo rientro in Italia, subì il carcere e il confino.

Fu catturato dalla banda Carità durante la Resistenza fiorentina, di cui fu uno dei combattenti.

La sua vita viene ricostruita in questo libro dalla figlia Paola.

 

In copertina, olio di Buschka Manenti, 1946, Bruno Sanguinetti

 
Muggia operaia e antifascista

 

di Giovanni Postogna                                                                 copertina libro

pp. 200  - € 14,00                                                   

 

 

Per capire lo straordinario fervore sociale di Muggia e dei comuni vicini, occorre risalire, secondo Giovanni Postogna, alla creazione dell'industria cantieristica e meccanica: da quella concentrazione operaia ebbero origine l'emancipazione, la solidarietà, e sorsero le organizzazioni di difesa sindacale e io centri di elevaziobne culturale.

 

Giovanni Postogna nacque a Muggia nel 1903. Arrestato nel 1923, dovette espatriare in Francia. Inviato clandestinamente in Italia, fu arrestato nel 1931 e incarcerato. Dopo l'8 settembre 1943, fu consegnato ai tedeschi che lo deportarono a Dachau.

 

In copertina, olio su tela di Guido Tavagnacco, 1985, Muggia operaia e antifascista

 
Missioni «Rosa»-«Balilla». Resistenza e Alleati

 

di Liborio Guccione                                                                  copertina libro

pp. 204  - € 14,00                                                   

 

 

Il ferimento di Maber 

« Una mattina vengo a sapere che Manfredo era partito con un'altra macchina, accompagnato da un autista. Non ho mai saputo perché egli avesse preso quella decisione senza avvertirmi, e non ho mai saputo chi fosse l'autista. In quei giorni di estrema tensione non ci si curò di appurare bene le cose, e dopo fummo presi dagli avvenimenti e la questione poi è rimasta inghiottita dal tempo. Sta di fatto che nel pomeriggio di quello stesso giorno Manfredo rientrò a Pecorara ferito al braccio sinistro.Che cosa era accaduto? Pare che l'autista che guidava la macchina (era una macchina tedesca mimetizzata) non si fosse fermato al posto di guardia della Rocca di Pecorara e una guardia avesse sparato una raffica di mitra, ferendo al braccio Manfredo. (...)
Ma nonostante le cure Maber soffriva terribilmente di forti dolori al braccio: la ferita riportata aveva intaccato in modo grave un delicato nervo, proprio all'altezza del gomito. Forse se Manfredo avesse ridotto i suoi impegni avrebbe potuto anche guarire (...) »

 

Si parla di Manfredo Bertini, nato nel 1914 in provincia di Lucca. Dopo l'8 settembre, con il nome di Maber, fu tra i primi organizzatori della Resistenza partigiana in Toscana.

Arrestato nel 1944, riuscì a evadere e si unì al Serivizio Informazioni degli Alleati.

In seguito, fu paracadutato in provincia di Piacenza e là rimase ferito. Non riuscendo a riprendersi dai postumi della ferita, per non essere di ostacolo ai compagni di lotta, il 24 novembre 1944 decise di uccidersi.

 

 
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